lunedì 4 aprile 2011

ancora non mi passa o sarà colpa della pianura. meno male che anche stavolta lei ha deciso di venire.

dei fiori meglio non parlare,
i troppi temi sulla primavera hanno allevato bambini allergici ai pollini e adulti sessuofobi e perversi.
io invece sposerò un carpentiere equilibrista che mi porti sui tetti a guardare dall'alto gli scheletri dei dinosauri nei cantieri, e poi a forza di camminare sui tetti diventeremo gatti perché ormai questi binari sono stanchi e consumati dai ritorni.
qui ci sono troppi campi magnetici che fanno venire il cancro, troppi treni, aerei, navi, fili e cavi per trasportarci i nostri amori in cambio di tumori.
alla fine resteranno solo strisce di asfalto sottili lungo i canali per andarci in bici a farsi pungere dalle zanzare e i pochi sopravvissuti avranno la malaria o la sifilide e solo gli uccelli sui cavi dell'alta tensione continueranno a non morire folgorati e a giocare al telefono senza fili.


venerdì 18 febbraio 2011

non leopardiano, ma neanche leopardato


come sarà stare davanti alla mia finestra a farsi muovere i rami dal vento tutto il pomeriggio e tutta la notte e poi tutta la mattina che poi diventa di nuovo pomeriggio e sempre così per tanti strati di pelle bianca che poi diventa trasparente e si stacca? magari si riceve un sussidio sociale per farlo, magari si può riceverene uno anche per far diventare i pomeriggi notti a forza di disegnare rami che si fanno muovere.
qualcuno in questa città dovrà pur preoccuparsi di far diventare i pomeriggi notti, no?

lunedì 14 febbraio 2011

disurbanizziamoci

basta farsi accecare dal sole che si riflette negli specchi d'acqua in frantumi nel fango delle zone paludose per capire che non c'è niente di cui preoccuparsi

domenica 30 gennaio 2011

sabato 29 gennaio 2011

jet sad

hai promesso eterno amore al cielo grigio prima che ti entrasse dentro 
e adesso se dal tuo interno guardi fuori vedi le gocce che scivolano giù,
come quando da piccolo guardavi fuori dal finestrino e pioveva e disegnavi con le dita sui vetri appannati.
probabilmente tra qualche settimana della moda ti pioverà anche dentro e nei tuoi angoli ci sarà la muffa e ti dimenticherai i colori
ma tu aspetta ancora,
verranno a svegliarti mentre dormi sul sedile posteriore, 
e in braccio ti porteranno a casa.

venerdì 28 gennaio 2011

dovremmo rivalutare il concetto di letargo

sabato 22 gennaio 2011

venerdì 21 gennaio 2011

distance blue

e quindi leggevo di questo 'distance blue'
che e' il colore blu che vedi nella distanza... il cielo, il mare e questa roba qui...
tu cerchi di raggiungerlo, di avvicinarti, e vorresti a un certo punto trovartici immerso, toccarlo, pero' non succede, e continua a sembrarti lontano, e' solo il colore della distanza, delle distanze che vorresti percorrere,
eppure a volte mi e' sembrato di averlo a pochi centimetri

mercoledì 29 dicembre 2010

martedì 28 dicembre 2010

venerdì 10 dicembre 2010

giovedì 9 dicembre 2010

cruciverba: even, neve e venne

n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n
n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e
e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n n e v e e v e n

even
: 1.sostantivo sera
2.verbo uniformare, livellare,appianare, uguagliare
3.aggettivo costante, uguale, piatto, equo, piano, unito, regolare
4.avverbio
anche, fino, magari

giovedì 2 dicembre 2010

sono il pezzo del puzzle con gli angoli masticati

souvenir

mercoledì 1 dicembre 2010

lunedì 15 novembre 2010

sabato 13 novembre 2010

sturm und drang ist meine lieblings-discounter

il mio oroscopo dice che forse nella strada di casa mia aprira' una filiale estera del discount dove compravo e taccheggiavo storie e figure retoriche in offerta speciale.
io la aspetto e faccio la raccolta differenziata delle nostalgie,
e sul balcone preparo il presepe con i vuoti a rendere dei miei pensieri da restituire in cambio di spiccioli e di metafore da scrivere e da mettere nei distributori automatici o nei mendicanti o nei musicisti delle metropolitane,
nei jukebox ubriachi e umani che si dimenticano le parole, gli accordi e le stazioni,
nei distributori di riflessioni socio-economiche e di sensi di colpa che muoiono alla prossima fermata.
io la aspetto e se non arriva organizzero' ancora i sequestri delle muse degli altri,
di qualche fabrizio o di qualche vasco di colori piu' pallidi e ne faro' ostaggi da compagnia come un cane da appartamento, come un aldo moro, come un aldo moro da appartamento, finche' si lasceranno morire di fame e io di invidia,
ma mi ricordero' in tempo di riscattare il tuo cuore,
impegnato al banco dei pegni un giorno che non ti bastavano i soldi per i tuoi sedativi preferiti,
e te lo spediro'
con una raccomandata con ricevuta di non ritorno

venerdì 12 novembre 2010

giovedì 11 novembre 2010

con un corredo comprato all'ikea,
ho chiesto al niente la mano di sua figlia solitudine.

venerdì 22 ottobre 2010

chi annoda di nascosto i binari e le strade mentre dormo?

sabato 9 ottobre 2010

tu che superpotere vuoi?

voglio vedere le cose quando ci sono
come si vedono le cose quando non ci sono (piu')

domenica 3 ottobre 2010

latitudine
l'attitudine

giovedì 30 settembre 2010

mercoledì 22 settembre 2010

equinozio d'autunno


avevamo


vite reciprocamente sregolate

sonni e veglie discronizzati
nello stesso letto
ma in emisferi diversi
,
un cuore in battere e l'altro in levare.
inseguendo l'escursione termica

sbiadiremo.


martedì 31 agosto 2010

cemento disarmato

lunedì 23 agosto 2010

domenica 22 agosto 2010

orsacchiotto torna presto

lo zoo safari me lo ricordo organizzato un pò sul modello dell'inferno dantesco. negli anelli più esterni, struzzi, bufali, zebre, tigri e altri predatori e altre prede, non potevano sbranarsi grazie a reti metalliche. nel girone successivo c'erano le scimmie, le scimmie sul treno, le scimmie che si mettevano un dito nel buco del culo a vicenda in pubblico, la scimmia che fumava le sigarette e il gorilla che ti guardava negli occhi mentre le noccioline lo colpivano ma scivolavano sulla corazza della sua indifferenza. dentro questo girone c'era una palude artificiale per animali impermeabili tra i quali il mio cervello ha scelto di ricordare solo due ippopotami che sulla didascalia che li spiegava c'era scritto che erano fidanzati tra loro. dentro la palude, in un isola di cemento, si apriva un baratro di cemento. per guardarci dentro bisognava affacciarsi e forse un bambino non preso in braccio da un papà separato non avrebbe mai visto, nascosto nell'anoressico poligono di ombra che il sole delle puglie concedeva alle euclidee pareti grigie, un orso polare.
lo giuro: si stava sciogliendo.
come la neve ai bordi delle strade. era del colore della neve che si scioglie ai bordi delle strade e gocciolava. alle sue spalle un iceberg seguiva lentamente e inesorabilmente la sua deriva nell'oceano in un trompe l'oeil.
quando ero piccola avevo un libro
illustrato meraviglioso (oggi la mia memoria me lo restituisce nel seguente modo e nessuno potrà mai conoscere la verità su esso). era un romanzo di formazione e narrava le gesta di un giovane orso bianco come l'antartide di nome Larsen.
metre nuotava nelle gelide acque polari, Larsen rimane intrappolato nella rete da pesca
di una nave che lo porta lontano dalla sua famiglia e dai suoi ghiacci, iniziandolo al mondo antropizzato, nel quale Larsen diventa un clandestino in viaggio verso l'ignoto. rivolto agli orizzonti a venire con la purezza di un giovane orso e con dentro sempre la voglia di tornare al polo nord, o forse sud, il nostro eroe attraversa la sua odissea, conosce luoghi e amici, in compagnia di gatti randagi di mare esplora i porti delle città e rubando per mangiare, diventando nero di carbone per nascondersi e per il dormirci, impara a sopravvivere nella/alla civiltà degli uomini finchè riescie a imbarcarsi sulla nave che lo porterà a casa.
quando finalmente riconosce le sue rive Larsen si tuffa dalla nave e nuota per raggiungerle
ricordo che il libro si chiamava
orsacchiotto torna presto, ma forse le golia bianca sono meglio dell'anarchia


golia/anarchia rima baciata
ho rubato la metafora tra caramelle/utopie agli offlaga disco pax però non l'ho fatto apposta mi sono accorta dopo, che potrebbe essere un sintomo di cleptomania, ma anche di altri disturbi

venerdì 13 agosto 2010

martedì 10 agosto 2010

standing on a beach


non ho mai imparato a memoria poesie di giovanni pascoli

domenica 1 agosto 2010

venerdì 30 luglio 2010

mercoledì 28 luglio 2010

clash

i fought the love and we both lost

martedì 27 luglio 2010

lunedì 26 luglio 2010

menu

cannibalismo emotivo

giovedì 22 luglio 2010

i love marchette

in seguito a una lobotomia frontale eseguo solo degli ordini.
mi hanno detto di dire che c'è questo libro disegnato che si chiama global warming.
funziona che si legge e contemporaneamente si guardano i disegni.
per chi lo acquista in omaggio due bigietti per l'apocalisse.

domenica 13 giugno 2010

giovedì 10 giugno 2010

l'universo è giù dal balcone anche oggi

dal mondo fuori,
grazie a un impianto di amplificazione rispettabile,
attraverso la portafinestra del balcone
mi raggiungono festeggiamenti di compleanno che si consumano fuori dal mio campo visivo.
poi tutti i bambini cantano l'inno d'italia
siam pronti alla morte l'italia chiamò
buon compleanno

mercoledì 9 giugno 2010

l'universo giù dal balcone

come in un tema delle elementari
il suono del vento tra le betulle d'argento,
un bambino canta che la scuola è finita
e al di là del muro di cinta di una villetta,
per pochi occhi,
una piscina segreta,
una mucca segreta e un coccodrillo segreto,
sbocciati all'improvviso con un suono midi
in quel giardino segreto
tra l'autofficinina e i condomini.
in quella villetta vive una famiglia di sims,
ma finora non li ho mai visti.

martedì 8 giugno 2010

extate

dev'esserci uno sciopero delle muse
degli occhi, del sonno, della veglia, dei sogni, delle chitarre da spiaggia, degli innamorati, delle poesie e delle lacrime
ma possiamo sopravvivere. abbiamo caffè annacquato, un iceberg che si scioglie nel frigo e la libertà di scelta tra molti programmi televisivi di intrattenimento.
torneranno

lunedì 7 giugno 2010

aspetto la prossima musa
dovrebbe passare tra dieci minuti

martedì 1 giugno 2010

what begins here never ends 1


(cliccabile)
questo donuts della più amata multinazionale del cibo vive sul davanzale del mio amico i. da novembre e attualmente si presenta nel suo ostentare commestibilità invariato rispetto al tempo in cui possedeva un valore di scambio dovuto a questa caratteristica e al suo essere uno status symbol
nessuno sa cosa accada al suo interno

AVVERTIMENTI

1.metafore tra un donuts e il sistema capitalista che lo ha prodotto sono esclusivamente vostre illazioni
2.se per scopi di ricerca sociale, alimentare, artistica, religiosa o psichedelica qualcuno volesse mangiare il donuts contattate il mio amico i. o lasciate un commento qui rendendovi identificabili e rintracciabili

lunedì 31 maggio 2010

indovinello

non è arrivato un bastimento carico di...

domenica 30 maggio 2010

ma questo per fortuna è solo un brutto sogno e soprattutto il mio cognome non è smith

sull'eternità,
sulle parole e sui pensieri di qualche giorno fa,
accarezzami la pelle soggetta a imperfezioni.
la sola eternità che conosco appartiene a calvin klein.
lui l'ha chiusa in tante bottigliette.
interessante espediente poetico,
peccato averlo letto in un libro.

questo libro l'ho trovato su uno scaffale in un negozio.
questo negozio è accanto a un altro negozio
in quest'altro negozio su uno scaffale c'è l'eternità di calvin klein
questi due negozi sono in una strada della mia città,
non ci vendono solo il mio libro e le bottigliette di eternità

ma molti altri libri e molti altri concetti metafisici allo stato liquido imbottigliati.

c'è un'altra città dove c'è una strada dove c'è un negozio uguale a quello dove ho preso il mio libro dove vendono un libro uguale
accanto a questo negozio c'è un negozio
uguale e quello che c'è accanto al negozio dove ho preso il mio libro
che vende bottigliette di eternità
e poi un'altra città dove c'è una strada dove c'è un negozio uguale dove vendono un libro uguale e accanto c'è un negozio uguale che vende bottigliette di eternità.
che poi, sembra costosa,

ma per essere eternità,

alla fine conviene


sabato 29 maggio 2010

le controindicazioni di lasciarsi scavare dentro

il mattino dopo camminava con dentro al torace un vuoto di pressione, un buco nero, dell'antimateria, assenza.
sapeva che lei non c'era, non ci sarebbe stata e i pochi momenti in cui gli era sembrato che ci fosse erano inafferrabili e non ne rimaneva alcuna testimonianza.

giovedì 27 maggio 2010

il cielo non esiste,
basta con queste cazzate

mercoledì 26 maggio 2010

camminare nel sorgere del sole mentre il cielo a est chiede: compagni, anche voi sentite ancora l'eco del canto delle sirene con le calze di nylon?

martedì 25 maggio 2010

le mie interiora dalla vetrina di una macelleria mi chiedevano se il fatto che non mi mancasse niente rendesse peggiore o migliore la mia esistenza

domenica 23 maggio 2010

hai delle prove della tua esistenza?

giovedì 20 maggio 2010

mercoledì 19 maggio 2010

essere umano tipo femmina ancora impacchettato mai usato vendesi causa doppione


(siamo spiacenti per la falsificazione cronologica
grazie per aver scelto la nostra compagnia per viaggiare nel tempo)

martedì 18 maggio 2010

JOKER WEARS CHANEL ROUGE COCO TOO

(cliccabile)

probabilmente è priva di qualunque significato

domenica 16 maggio 2010

sabato 15 maggio 2010

ora et consuma


ringiovanite la vostra pelle
lo splendore di una pelle di velluto
più bella oggi che a vent'anni
più vicino alle donne
libera dai capelli crespi e ribelli
una bella pelle, semplicemente
bella come il sole
sei milioni di donne hanno scelto special k
per indossare il loro tubino alla perfezione

pelle più pura
il gusto della giovinezza
è il mio idolo
centotrentacinque idee per essere contemporary chic
pelle immediatamente luminosa e vellutata

venerdì 14 maggio 2010

siete pregati di non oltrepassare la linea gialla sull'asfalto che delimita lo spazio della vostra esistenza

mercoledì 21 aprile 2010

vietato sostare nei passaggi di intercomunicazione

sabato 27 marzo 2010

bitte gegenstände aus dem fenster werfen

(testamento)

quando muoio siete pregati di gettare il mio cadavere dal finestrino del treno
gettatelo sui binari della tratta adriatica delle ferrovie dello stato,
è a lei che appartengo


venerdì 19 marzo 2010

mercoledì 10 marzo 2010

riproduzione casuale

con il tabacco e le relazioni in sospeso sul comodino,
le estati veloci di cui hai perso l'album dei ricordi
i ricordi muti e quelli col sonoro,
e quelli con la colonna sonora aggiunta in postproduzione,
e gli occhiali che tra un pò dovrai cambiare
l'amore è rumore
l'amore è dolore
l'amore è un ritornello commerciabile.

(questo testo è composto anche di furti di accostamenti di parole resi piu' brutti grazie all'assenza della musica)

martedì 9 marzo 2010

infinito plurale

continuamente lasciare indietro i propri cuori tra i binari,
guardarli allontanarsi
abbandonati sui sassi disinfettati, investiti dai treni
e in latrine mobili cercare di soffocare le lacrime con la puzza di fumo e di piscio

giovedì 11 febbraio 2010

sedativi inefficaci

avevo pensato di possedere la felicità,
l'avevo sentita in queste dita che adesso guardo, così vuote
e non posso perdonarle
non volevo tornare qui, vi prego credetemi
non basta il filo nero che si aggroviglia sulla carta inseguendo i pensieri,
impronta di questa biro che è l'unica cosa che mi è rimasta tra le dita
non basti tu
oppure tu
oppure tu
non sempre tu

mercoledì 3 febbraio 2010

san giorgio e il drago e i fratelli progettati insieme ai quartieri

mi serve del diserbante per i miei pensieri.
mi serve del diserbante per le erbacce nel mio cervello, poi potrei fare un prato inglese magari.
nel mio cervello c’è un parchetto di quartiere abbandonato.
chi ci ha giocato è cresciuto.
i quartieri costruiti in blocco dal niente che producono in blocco nuovi esseri umani, dove tutti potrebbero essere figli di tutti e tutti potrebbero essere genitori di tutti affacciati al balcone a chiamare la prole per cena. un grido per guinzaglio.
i quartieri colonizzati in blocco in cui nasce una generazione e poi più niente, erbacce e muschio tra le crepe.
le famiglie indigene hanno già dato con la riproduzione. adesso preferiscono la televisione e le puttane la sera. o portare a pisciare un sottoprodotto di canide.
dopo che ai muri è venuta l’osteoporosi, e i reumatismi, alle aiuole è venuto il cancro e i bambini si sono estinti e sono stati sostituiti da esseri con la voglia di scappare.
a volte tornano al parchetto a guardare i ricordi inseguiti dai cani, in visita a un cimitero di anni sepolti e di innocenze dimenticate come le macchinine nella sabbiera, in mezzo al deserto senza acqua e senza benzina.
scheletri arrugginiti di scivoli e altalene come monumenti funerari, vale ti amerò per sempre e marco+mary 4ever come epitaffi sulle lapidi a forma di animali bidimensionali a dondolo. e invece dei lumi dei ceri, le combustioni di resine psicoattive e il loro fumo che si perde nell’aria intorno nella quiete terrificante come dopo una catastrofe nucleare per commemorare le ginocchia sbucciate per cadere in disuso sull’asfalto e poi farsi disinfettare da un genitore qualsiasi, il coprifuoco annunciato dalle girandole per annaffiare l’erba in cattività nei perimetri ritagliati nel cemento, le spedizioni nelle viscere della terra, labirinti e discese per le bici più che per le auto, anche quelle di cemento (siamo spiacenti per la ripetizione ma è colpa dei piani regolatori), e tornare in superficie da tutti i giri scale per trovare le differenze, e varcare le colonne d’ercole del crocifisso, attraversare la campagna e alla fine arrivare al fiume e arrivare a cena con ferite di guerra e medaglie al valore che non confesserai mai mentre in sottofondo scorrono indifferentemente liti domestiche o quiz televisivi.
ai tempi della mia ultima visita a san giorgio, al campetto il drago non c’era e i muri, le scale, i citofoni e le discese erano ancora in attesa di una nuova colonizzazione. ho sentito dire che tra i miei coetanei che vengono da lontano sopravvive inspiegabilmente la moda dell’istinto di conservazione della specie. forse loro un giorno fabbricheranno altri bambini da giardino per il mio quartiere, bambini da arredo urbano.



illustrazione stupenda di d'aria...

martedì 26 gennaio 2010

mattina

ci siamo barricati col buio nelle nostre trincee e con le X abbiamo sparato colpi infiniti contro l'alba per salvare l'oscurità che avevamo portato con noi, ma il sole non è morto e noi ci siamo accecati e la notte è diventata un'altra volta cenere.
allora lasciandoci indietro aborti di sogni abbiamo seguito le nostre ombre fino a casa, o le nostre ombre ci hanno portati a casa al guinzaglio.

Mattina.

spegnimi

(with special thanks to giuseppe ungaretti)


lunedì 25 gennaio 2010

notturno

e poi tu hai gridato.
e quel grido veniva dalle viscere, dall’interno, dai polmoni.
veniva da lontano e dal profondo, dalle vene e dalle arterie, dalla pelle, dalle mucose, dalle terminazioni nervose, dai pensieri dolenti, dalle terminazioni dolenti
e quel suono mi è arrivato dentro dappertutto fino alla periferia e all’entroterra e mi ha portato la bruciatura chimica che avevi all’interno e i desideri infiniti.
e il lago artificiale è esploso, le papere sono esplose, sono esplosi i lacrimogeni*, siamo esplosi noi due, i vetri, la pioggia, il tempo, i lampioni
e in un’altra dimensione ti ho preso la mano e sotto la pioggia abbiamo circumnavigato di corsa la pozzanghera che qualcuno chiama lago, con i piedi che affondano nel fango, come soldati in missione nell’incertezza abbiamo raggiunto gli archi per ripararci. e con i piedi sospesi sulla superficie dell’acqua con le papere e la notte a galleggiare, abbiamo sentito le nostre voci fare l’eco insieme per tutta la notte.
invece siamo rimasti immobili lì, uno accanto all’altro, con in mezzo lo spazio siderale mentre dentro eravamo hiroshima e nagasaki e in quella pozzanghera artificiale che qualcuno chiama lago, con le papere e dopo la pioggia le stelle a galleggiare ogni cosa è annegata.

*stavolta è una citazione consapevole di una canzone delle luci ecc ecc
scusate

mercoledì 20 gennaio 2010

e alla mattina trovo i sogni diventati brina

lunedì 18 gennaio 2010

riciclaggio

ho guardato dentro e ho visto frattaglie di me dappertutto.
le ho date da mangiare ai gatti randagi
intorno ai cassonetti della raccolta indifferente
nelle isole ecologiche
ai gatti smarriti dell'isola che non c'è

domenica 17 gennaio 2010

sabato 9 gennaio 2010

sabato 2 gennaio 2010

occhiali


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